Ho letto questa lettera che Matteo Renzi ha mandato a Repubblica. La condivido totalmente e, sinceramente, sono rimasto particolarmente colpito soprattutto dal passaggio finale:
"...non si è cattolici perché si vuole essere eletti, ma perché si vuole essere felici. C’è di mezzo la vita, che vale più della politica"
Per un bresciano cattolico (come me) anche solo superficialmente impegnato in politica non può che generarsi un collegamento automatico con uno dei cavalli di battaglia di Mino Martinazzoli:
"La politica è importante, ma ancora più importante è la vita."
Lungi da me il voler fare un parallelo politico fra due figure e due contesti così diversi - Martinazzoli, infatti, sapeva essere ben più caustico di Renzi - mi preme evidenziare alcuni punti che vi consegno sinteticamente e disordinatamente.
1. Il pd è un partito totalizzante che tende ad investire gran parte del tempo libero dei militanti. Spesso il rischio che ciò diventi una patologia con le conseguenze devianti per chi ne è soggetto non è così peregrino.
2. Questa mole di tempo, gran parte delle volte, è investita in attività di militanza del tutto inutile rindondante, celebrativa, accessoria e fuorviante.
3. Sono favorevole ad un partito solido e ben strutturato, ma che sappia superare i sacri riti per una vera apertura verso la società, che lo renda veramente rappresentativo dei livelli sociali in cui opera.
4. brutale: è ampiamente giunta l'ora di non considerare i cattolici come i cugini poveri che ci tiriamo in casa che tanto non sporcano troppo e che alla fine sono anche utili perchè qualche volta lavano i piatti e sistemano il tavolo.
5. brutale 2: che i cattolici smettano di comportarti specularmente al punto 4 o per interesse o per senso di colpa. Seguitare su questa via significa perpretare un partito insano.
6. Che un partito che si definisce laico eviti di classificarti in base al Dio che veneri. Perchè nel pd, spesso e volentieri, per il semplice fatto che veneri un Dio sei proprio un figlio di un dio minore.
7. La cultura di matrice cattolica ha pari dignità e pari legittimità rispetto a quella socialista/socialdemocratica. E vive e influenza sulla linea del partito dal momento che ne è stata fondatrice e pensatrice. Chi pensa che il partito debba essere di sinistra o di centro significa che non ha capito nulla dello spirito del pd.
8. Di conseguenza al punto sette, è giunta l'ora di smetterla di avere di fondo due sistemi valoriali a seconda della presenza della cultura politica di riferimento del militante. Non c'è un sistema valoriale più importante (quello della "sinistra") che paternalisticamente accetta un secondo sistema (quello "cattolico-democratico") che più che accettato viene sopportato (male). Se non si capisce che nella società i riferimenti valoriali sono altri...campa cavallo.
Diversamente da tutto ciò è inutile predicare che i nostri riferimenti sono Papa Giovanni o il cardinal Martini perchè, come direbbe Martinazzoli, "Siamo passati dal tutto della politica al niente della politica"

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