venerdì 9 agosto 2013

Mi è mancato un po' di femminismo



Mi è capitato più volte di rispondere a forti critiche rispetto al movimentismo femminista delle sinistre. Ogni volta ho cercato di evidenziare come la rivendicazione di maggiore dignità della donna sia un cardine imprescindibile per una società che vuol dirsi moderna.

Spesso mi è stato contestato come quel movimentismo sia ancorato a percezioni, schemi e slogan ormai morti e defunti. Non perchè le rivendicazioni come tali siano sbagliate, ma perchè poste in maniera spesso violenta e perlopiù rivolta alla mera critica del buon vecchio Silvio e della sua vita sessuale. Mi è stato contestato un odio intenso nei confronti delle donne che siedono nei luoghi istituzionali perchè passate dal vaglio del bunga bunga.

Mi è stato contestato che la dignità della donna non passa dai gusti di Silvio e tanto meno dal fatto che paghi per avere il piacere. Mi è stato contestato che la maggior parte dei comunicati e delle conferenze stampa e degli eventi fossero focalizzati intorno a questioni meramente sessuali e ai suoi derivati pubblici più che a proposte vere e proprie. Oppure che fossero rivolti alla ricerca di una stabile determinazione di quote politiche ed elettive sia in seno alla politica sia in seno che alla società tutta. Mi è stato contestato che il femminismo del 2013 non può essere gettato in faccia violentemente all'uomo (inteso come maschio) ma che la parità oggi va costruita in collaborazione con l'uomo.

Spesso mi è stato contestato che se è giusto battersi contro la violenza sulle donne, il femminicidio e più in generale contro le forme di discriminazione, non è certamente gridando 4 slogan di vent'anni fa oppure mostrando il seno a Putin con due scritte sopra che si lotta contro il regime maschilista. Mi è stato contestato che la questione di genere rimane tale senza mutarsi anche e finchè solo le donne ( alcune, le elette, le migliori) pensano di avere il diritto di determinarla. Sia per quanto riguarda i luoghi istituzionali sia per quanto riguarda l'elaborazione di pensiero che sottende. 

Insomma mi è stato contestato che l'atteggiamento femminile ha assunto un tono del tutto maschile (nella sua forma più becera).

Addirittura mi è stato contestato un vecchio e glorioso simbolo del femminismo. Questo:


E mi è stato contestato dicendomi che sicuramente i compagni uomini avranno prestato molta attenzione agli argomenti della compagna. Della goliardia fra uomini noi uomini non facciamo mistero per cui ho perdonato.

Naturalmente io non credo a gran parte di tutto ciò che mi viene contestato. Ma come potete immaginare ho difeso con le unghie e con i denti il diritto delle donne di esprimere il proprio femminismo come meglio credono.

Però di una cosa sono rimasto deluso.

In questi giorni in cui il governo ha affrontato apertamente i temi dell'omofobia, della violenza sulle donne, del femminicidio e della parità di genere con proposte dure, serie e precise, mi è mancata la voce di molte donne del PD o meno che in molte e decisamente più amene situazioni hanno fatto ben sentire le proprie argomentazioni, con enfasi, coraggio, sprezzo del pericolo.  Non voglio generalizzare e so che sicuramente ci sono importanti eccezioni, ma basta fare una carrellata su fb e twitter di questi giorni per accorgersi che tutto sommato non sono lontano dal vero.

Perchè questa assenza di entusiasmo? E' il governo sbagliato, la coalizione sbagliata, il Presidente del Consiglio sbagliato per questa legge?

Peccato, abbiamo perso l'occasione per essere tutti più femministi. 



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