lunedì 16 giugno 2014

Gli 80 euro e i bresciani






In questi giorni le testate locali hanno pubblicato una piccola ma interessante ricerca condotta dalle ACLI di Brescia circa l'utilizzo dei famosi 80 euro del Governo Renzi.

Voglio condividerla:

1. gli 80 euro sono effettivamente arrivati in barba a chi sosteneva il contrario. Già questo per l'Italia è un dato decisamente interessante.

2. i risultati di questa ricerca, se pur in piccola scala credo siano significativi e consegnano una fotografia dei giovani diversa da quella che spesso (i meno giovani) amano raccontare.

Ecco due estratti significativi dell'articolo del Corriere Brescia.

"Qual è il profilo degli intervistati? La maggior parte di loro dichiara di appartenere al ceto medio(65%) e quasi la metà (47%) ha un lavoro a tempo indeterminato. Ad eccezione di una ristretta quota di giovani che vivono ancora in famiglia (18,6%) la maggior parte del campione è rappresentato da genitori (55,7%) e coppie senza figli (25,7%). Tra loro la propensione al risparmio si è manifestata soprattutto nei giovani sotto i 34 anni (il 51,7% ha detto che li metterà in banca) e negli adulti di età compresa tra 55 e 64 anni, che presumibilmente non hanno più l’urgenza di dover mantenere i figli. Quelli che risparmieranno meno di tutti sono i genitori quarantenni e gli anziani. I nonni utilizzeranno quei soldi soprattutto per riempire di più il carrello della spesa. Ma sono anche quelli più «generosi» visto che il 12,5 % di loro dichiarano che offriranno una cena in più ai famigliari."

"Due i dati che saltano subito all’occhio: oltre la metà degli under 34 intervistati hanno dichiarato che quei soldi li metteranno in banca. Insomma, la crisi fa paura e senza un briciolo di risparmi i ragazzi di oggi sanno che è impossibile metter su famiglia o semplicemente andare a vivere da soli. Chi non riuscirà a risparmiare un euro sono invece le persone della classe sociale bassa. Sono i cosidetti «working poor», coloro che lavorano tanto ma cherestano «poveri», perché il costo della vita è alto e lo stipendio basso. Per loro il «bonus renziano» finirà soprattutto in spese primarie "

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